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Poco prima della grande montagna

17 Aprile, giorno 10

Finalmente ci siamo: campo base cinese, quota 5150 mt. Facciamo un passo indietro però, a quando stamattina siamo partiti da Shegar o New Tingri: una partenza agognata, un po’ per l’albergo che non era proprio fra i più confortevoli e un po’ anche per il ristorante dell’albergo che nell’ultima notte mi ha confinata in bagno… ecco, ora mi sono presentata, sono Ines e la diplomazia non è il mio forte! L’ultimo step del nostro viaggio in auto si svolge tranquillamente, nonostante i continui stop per i controlli militari, che però vi assicuro si sono molto velocizzati rispetto al 2013, in occasione di un’altra spedizione di cui ho fatto parte, sempre in una regione cinese. Altro fatto assurdo invece, la nostra guida ci vieta di riempire 2 taniche da 20 lt. di benzina che avrebbero dovuto servirci per alimentare il generatore, per paura di un controllo militare. Esiste un certo timore reverenziale da parte della popolazione verso i cinesi. E allora Edmond si inventerà un nuovo gioco di prestigio, abbiamo tutti molta fiducia in lui e nella sua esperienza.

Superiamo il passo Jiawula a circa 5140 mt. e dopo vorticosi tornanti (stile Stelvio) e altri kilometri su un tranquilla strada asfaltata, eccola la più alta tra le montagne, il tanto desiderato EVEREST. Che emozione! Per me un sogno che si avvera. Nascondo le lacrime di gioia dietro gli occhiali da sole, qui indispensabili. Siamo anche fortunati, ci si presenta sgombro da nubi e in tutta la sua bellezza. Impreziosito dal monastero di Rombuk, ultima testimonianza di una cultura Tibetana ormai quasi estinta. Mi sento la più fortunata della terra e anche se le difficoltà sono appena iniziate il morale è alle stelle. Devo ringraziare Edmond che mi ha permesso di far parte di questo gruppo che non ha solo come scopo il raggiungimento della vetta, ma mi permette anche se in modo indiretto di contribuire a due progetti molto nobili, uno umanitario e l’altro ecologico che superano di gran lunga il mio piccolo contributo umanitario iniziato dall’italia in favore del Dynamo Camp. Non ci resta che rimboccarci le maniche e tenere sempre a mente che siamo sopra i 5000 mt. e va fatto tutto molto lentamente. La quota si fa sentire.

Consentitemi di ricordare i miei fratelli Andrea e Tonino morti sul Monte Bianco quando io ero ancora piccola, perché la montagna è nel sangue di tutta la famiglia. Un ricordo all’amico guida alpina Mario, mancato lo scorso anno, perché mi ha addestrato a questa vita molto faticosa e di privazioni ma tanto esaltante e istruttiva. Un grazie a tutti i lettori del blog e soprattutto ai Borghettini sempre pronti a sostenerci. Un Grazie ai miei compagni di viaggio Jean e Daniele che sono persone fantastiche. Un grazie al mio compagno Vittorio che sento per mail tutti i giorni e anche se da lontano è sempre pronto ad elargire consigli. Ma soprattutto grazie ad Edmond perché è merito suo se sono qui.

Mi raccomando continuate a seguirci proprio ora che il gioco si fa duro. A presto.

Ines

16 thoughts on “Poco prima della grande montagna”

  1. Brava Ines, ci siamo conosciuti a marzo e mi hai anticipato questa tua nuova esperienza. Ora che sei capitata in mezzo ad un branco di smidollati maschi, fatti valere!!!! Poi mi racconterai questa estate. Buon acclimatamento a te e a tutti gli altri del gruppo.

  2. Forza Ines! A Borghetto in tanti hanno chiesto tue news. Tutti ti augurano ancora in bocca al lupo e ti mandano un saluto!
    Buona salita a tutti!!

  3. Ciao Ines …. sono contenta che stai bene …. ti seguo sempre quando scrivi … adesso inizia la vera avventura… in bocca al lupo. Ti voglio bene Lucia

  4. Forza Ines (da Marco, il cugino di Fausto Fabbrini) …a me l’Everest intimorisce solo a vederlo in foto…i Greci i non lo sapevano ma Zeus abita la’…un saluto ai 3 hombres

  5. Sono con voi ragazzi e vi seguirò passo passo. Quelle lacrime quando l’Everest riappare le ho provate anche io dal lato nepalese. giornata spettacolare anche per me… che Invidia!!
    Mario sarà con voi generoso come è sempre stato! Bacio Pertu

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