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Seconda rotazione

4 maggio, giorno 24

Per rotazione si intende la salita dal campo base in quota per l’acclimatamento. Siamo partiti il 30 aprile verso il campo base avanzato 6.250m., come previsto abbiamo faticato ma, molto meno rispetto alla prima salita. Che macchina incredibile è il corpo umano; può sopportare pressioni pazzesche nelle immersioni subacquee ed ambientarsi alle altissime quote. In passato ho partecipato ad una spedizione alpinistico-scientifica. Al CNR di Pisa, prima di partire fummo sottoposti ad accurate visite mediche che poi, appena arrivati alla piramide (i Doc. la chiamavano esposizione acuta alla quota) del CNR a quota 5.050m. sul lato nepalese dell’Everest rifacemmo. Nelle radiografie erano evidenti anche ai non addetti ai lavori l’affaticamento di cuore e polmoni che si evidenziava con ingrossamenti di notevoli proporzioni. 

Non siamo sodisfatti del tutto, avremmo voluto terminare la fase di acclimatamento con una notte trascorsa a C1 (Colle nord 7.050 m.), ma non è stato possibile. Ieri mattina dopo una notte trascorsa in bianco per il vento che a tratti sembrava sradicare le tende con gli alpinisti all’interno (grazie a FERRINO per la qualità e l’esperienza nel settore), ho deciso che sarebbe stato meglio scendere al campo base. Il vento sulla cima era di almeno 180 km/h e dopo aver consultato le previsioni che per almeno tre giorni erano pessime, solo Daniele, Jean-Marie ed il sottoscritto hanno optato per scendere, tutti gli altri sono rimasti in quota con la speranza che il tempo fosse più clemente. Tornare al base oltre ad essere noioso per la lunghezza del percorso (22 km…) è mentalmente molto faticoso (durante la discesa abbiamo raccolto oltre 25 kg. di lattine e bottiglie varie, in un prossimo intervento vi sottoporrò la mia opinione sull’impatto ambientale delle spedizioni alpinistiche), occorrono almeno sette ore ma, la certezza di poter fare una doccia e sbarbarsi non ha prezzo. La cena è stata l’occasione per festeggiare dignitosamente il compleanno di Daniele, devo dire che il cuoco è stato davvero bravo, la torta non sarebbe stata male anche a quote normali.

La scorsa notte è iniziata con un vento fortissimo, impossibile dormire senza i tappi lo sbattere dei tessuti era assordante, più tardi nella notte è iniziato a nevicare ed è così che abbiamo dormito bene, come sempre quando nevica; la neve assorbe tutti rumori. Quest’oggi in alto il vento è fortissimo e c’è tormenta, non credo che abbiano potuto uscire dalle tende. Qui al base abbiamo cercato nella cambusa ed abbiamo assistito il nostro cuoco nella preparazione dello stinco con roesti accompagnato da una buona bottiglia di BRACHETTO D’ACQUI. Domani dovrebbe essere ancora brutto tempo, il tempo di riprendere fiato e torneremo in quota per finire il lavoro. Spesso non tutto vien per nuocere, in alcuni tratti la neve era veramente scarsa, dopo questi giorni di tempesta potrebbe essere che la situazione per la mia discesa con gli sci sia migliorata, si spera.

A presto, Tashi Delek

Edmond

2 thoughts on “Seconda rotazione”

  1. Non disperare, Edmond. Dopotutto il maltempo vi ha dato la possibilità di cenare con stinco, Brachetto e dolce finale; da quelle parti non è che sia tanto usuale. Vedo la spalla della montagna innevata copiosamente, sicuramente è come dici tu, ne sarà avvantaggiata la discesa con gli sci, sperando che non se la porti via il vento. Che la fortuna meteo vi assista. Auguri ritardati a Daniele e un saluto a te, Jean-Marie e Ines.

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